"Leoncini ha intrapreso con totale partecipazione il suo viaggio nell'oltre, i sensi in allerta a captare i segnali delle presenze pulsanti nell'imo della materia, la mente vigile a riconoscere la frequenza e a permutarla nella stenografia dei segni, nella strategia della luce, nella fluttuazione delle masse, nell'alchimia del colore dalle cupezze screziate o venate o squarciate di ocra, di rosso, di azzurro, d'oro a fioritura preziosa e controcanto pungente d'una partitura la cui intonazione tragica ricorda un corale liturgico di carnale passione."

 
  Nicola Micieli