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"Leoncini ha intrapreso con
totale partecipazione il suo viaggio nell'oltre, i sensi
in allerta a captare i segnali delle presenze pulsanti
nell'imo della materia, la mente vigile a riconoscere
la frequenza e a permutarla nella stenografia dei segni,
nella strategia della luce, nella fluttuazione delle
masse, nell'alchimia del colore dalle cupezze screziate
o venate o squarciate di ocra, di rosso, di azzurro,
d'oro a fioritura preziosa e controcanto pungente d'una
partitura la cui intonazione tragica ricorda un corale
liturgico di carnale passione."
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